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Museo di Storia Naturale
della Comunità Montana Peligna


PALAZZOSARDI
Sede del Museo e della Comunità Montana Pelign
Il palazzo, sede della Comunità Montana Peligna, si trova in via Marselli, detta "costa dei Sardi" al limite Nord di Piazza Garibaldi la più rappresentativa della città di Sulmona. L’edificio, di costruzione cinquecentesca, risente nella sua definizione dell'impianto  più antico della città, infatti l'ingresso del Palazzo è posto sulla facciata opposta a quella della piazza che l'espansione urbana del XIII sec. aveva reso piazza principale della Sulmona federiciana.

La famiglia Sardi, proveniente da Pisa, si trasferisce a Sulmona a metà del XIV sec e acquisisce via via la proprietà di varie case sia in città che nel contado; l'edificazione del palazzo avviene anche per sottolineare l'ac cresciuta importanza della famiglia. Prende forma quindi il Palazzo, posizionato su un dislivello di circa 5 ml tra il piano della città antica e quello della nuova Piazza, su un tessuto edilizio preesistente a sua volta limitato dalla primitiva cinta muraria.

Il palazzo stesso raccordava la nuova piazza con il largo Angelone ove era situato l'ingresso. Dell'importante sagoma dell’edificio si ha un chiaro riferimento nella veduta a volo d'uccello della città del Pacichelli (1703) dove l'edificio emerge su ogni altro. All'originario impianto cinquecentesco vanno riferite le partiture delle facciate, dove le finestre - disposte con regolarità - presentano classici stilemi nelle mensole che sostengono gli stipiti in pietra; nel portale principale, bugnato alla maniera dell'epoca, con lo stemma araldico nella chiave dell'arco.

Anche l'assetto tipologico con corte centrale risale a quel periodo: probabilmente la corte doveva avere un più ampio spazio in quanto la scala d'accesso al primo piano era scoperta e, a sua volta, smontava su un loggiato. Dalle sue origini il palazzo ha subito molteplici interventi. Una sostanziale ristrutturazione è dovuta ai lavori di riparazione dei danni causati dal terremoto del 1706 che compromise la stabilità del cantonale più alto dell'edificio verso la piazza. Per restituire stabilità all'edificio venne costruito un contrafforte in pietra e venne modificato il sistema di aperture, introducendo i balconi disposti asimmetricamente rispetto all’asse della facciata e le due coppie di bifore sul terzo piano in pieno stile settecentesco. Un successivo intervento tardo-ottocentesco intese dare un maggiore decoro nobiliare all'interno dell'edificio. A quest’epoca risale la tamponatura della scala e del loggiato sul cortile interno ed una serie di interventi decorativi delle stanze del piano nobile con chiari riferimenti eclettici agli stili delle epoche precedenti.

Ne sono testimonianza le volte delle stanze a sinistra dell'ingresso al primo piano con l'intera superficie ricoperta da una trama di stucchi dorati, poggianti su cornice a sbalzo con volute argentee e cimase dorate. Nell'attigua stanza delle assemblee vengono sistemati i ritratti degli antenati della famiglia Sardi eseguiti, probabilmente, da un'unica mano. In questa stanza il cassettonato ligneo è una recente sostituzione di quello precedente ottocentesco. Seguono le stanze con le volte affrescate: nella prima c'è un soffitto dipinto a grotte- sche che incornicia il dipinto centrale raffigurante un concerto campestre; nel successivo disimpegno la piccola volta presenta un dipinto a grottesche con amorino al centro della composizione. Nella stanza che segue il dipinto centrale della volta raffigura presumibilmente il carro di Apollo. Tutti questi ambienti sono messi in comunicazione da porte bugnate contornate da cornici aggettanti ricoperte in oro e sormontate da cimase dorate. Queste opere d'arte sono state oggetto di intervento di restauro, che ha interessato l'intero edificio, realizzato dalla Comunità Montana Peligna che negli anni ottanta comprò il Palazzo per rifunzionalizzarlo a sede dell'Ente e a struttura museale.